29 marzo 1944, contrada Zucchéo a Malo (Vicenza): Oberfähnrich KRUSE Günter

Messerschmitt Bf109 G-6, W. Nr 162505

Ricerca storica di Enea Rigadello (del 2019)

Nato il 27 marzo 1923 a Nettelkamp, in Bassa Sassonia, figlio di Karl Kruse, maestro del villaggio.

* Oberfähnrich del Stab I./ Jagdgeschwader 53 “Pik As” (Aspirante ufficiale, del Reparto comando del I gruppo del 53° Stormo caccia "Asso di Picche").

* Cadde in combattimento a 21 anni il 29 marzo 1944, precipitando a Malo in contrada Zucchéo. È sepolto nel “Deutscher Soldatenfriedhof” (Cimitero militare Germanico) di Costermano sul Garda (VR), Blocco 5, tomba 1105.

• Il 1º aprile 1944, il capo della Provincia di Vicenza, Neos Dinale, scrisse al Ministero dell’Interno della Repubblica Sociale Italiana per riferire un episodio che, pochi giorni prima, aveva scosso la quiete di Malo. Nella sua comunicazione ufficiale prende forma l’immagine di quel mattino sospeso tra paura e stupore: “Il giorno 29 corrente [ndr – marzo] alle ore 11:30 in periodo di allarme aereo e precisamente di sorvolo di formazioni nemiche da bombardamento scortate da caccia in direzione nord-est, monomotore germanico caccia tipo 109 colpito da fuoco aerei nemici precipitava in località Santa Libera di Malo (Vicenza). Unico componente l’equipaggio, maresciallo maggiore aviazione, causa presumibile mancata o ritardata completa apertura paracadute decedeva all'istante. La salma ed i resti dell'apparecchio venivano subito fatti piantonare da militare del distaccamento G.N.R. di Malo.” [1]

Questo è l’incipit di un episodio che per anni è rimasto impresso nella memoria della comunità rurale, sorpresa e scossa da un evento improvviso capace di interrompere la quieta normalità dei campi e delle case. A ricostruire con rigore documentario e sensibilità storica questo frammento del passato è Enea Rigadello, autore dell’articolo “75 anni fa, la battaglia aerea sul cielo sopra Malo”, pubblicato nel 2019 dal bimestrale “MALO 74” della Proloco di Malo, che, grazie alla sua cortese disponibilità, siamo lieti di poter presentare integralmente. [2]

NOTE:

[1] – Archivio Centrale dello Stato, Roma. – Fondo: Ministero dell’interno, Gabinetto, Archivio generale, RSI, affari generali, Busta 33, codice ID serie 1422. – Lettera della Prefettura di Vicenza, del 1/4/44 XXII°, Gabinetto Prot. 021189, Oggetto: “Segnalazione”. Inviata al Ministero dell’interno, Direzione Generale di P.S., in Valdagno.

[2] – Bimestrale “MALO 74” edito dalla proloco locale “Pro Malo”, n°1 del febbraio 2019, pagine da 23 a 25.

75 ANNI FA, LA BATTAGLIA AEREA SUL CIELO SOPRA MALO di Enea Rigadello

“29 marzo 1944: Cade in contra' Zucchéo un caccia monoposto tedesco; l'aviatore è subito raccolto cadavere e portato via dai camerati germanici. Faceva parte di una formazione aerea, una delle tante che giorno e notte solcano il nostro cielo.” (tratto dal Libro Cronistorico della Parrocchia di Malo).

Mercoledì 29 marzo 1944, il 47° Stormo da bombardamento della 15a Air Force dell'USAAF aveva come obiettivo lo scalo ferroviario di Bolzano. Ben 155 bombardieri quadrimotore B-24 Liberator erano decollati dalla Puglia scortati da 62 caccia bimotore P-38 Lightning. Risalendo l'Adriatico, quando scorsero la Laguna Veneziana virarono verso l'entroterra veneto.

Ad attenderli c'erano piu' di 30 Macchi MC.205 del 1° Gruppo Caccia “Asso di Bastoni” dell'Aereonautica Nazionale Repubblicana (ANR) decollati, su allarme, dalla zona di Udine, oltre a quanti non ben precisati altri caccia monomotore tedeschi Messerschmitt Bf109 decollati dai diversi aeroporti dislocati nel Nord Est italiano. In base a quanto descritto nel Rapporto del Mediterranean Allied Strategic Air Force sulle operazioni della giornata, la missione di attacco veniva intercettata, a circa 7.200 metri di altezza, dagli aerei nemici in due formazioni: la prima attaccava i bombardieri sui cieli sopra la zona del bassanese e dell'Altipiano di Asiago alle 11:20, la seconda poco prima di Bolzano fra le 12:03 e le 12:20.

Alle 11:20 un aereo precipitava a Malo.

Dalla piazza di Malo, dal cortile della scuola, dagli orti e dalle strade, in molti erano spesso con il naso all'in su attirati dall'osservare il cielo che da qualche giorno sempre piu' frequentemente vedeva il passaggio di numerose flotte di bombardieri transitare rumorose, paurosamente cariche di bombe da sganciare chissa' dove.

Epilogo di disordinate traiettorie per la battaglia aerea iniziata pochi minuti prima, quel giorno uno di questi aerei scompariva, basso, poco sopra il rilievo del colle del Castello, evidentemente un caccia, e non riapparve piu'. D'impeto alcuni levarono grida entusiaste vittoriose, come a sfogare la tensione scaturita dalle paure dei bombardamenti dal cielo, e chi poteva corse subito verso il Castello.

Arrivati su, la scena riservava una insospettabile sorpresa. Sul terreno arato, quasi addosso alla masiéra della “bassa di Zucchéo” non c'era un caccia appartenente alle forze alleate, bensi' tedesco. Il pilota, esanime, si trovava fuori dalla cabina, riverso a terra, accanto alla fusoliera, con il paracadute dispiegato e impigliato sul timone di coda. Il “viso pulito di un bel giovanotto” affermavano piu' testimoni. Era senza gli stivali, con i calzoni mezzi abbassati. Infatti, pochi minuti prima che arrivasse la moltitudine di paesani, due partigiani che stavano (o abitavano) nei pressi di Zucchéo erano giunti immediatamente dopo l'impatto e si stavano impadronendo della divisa, dell'equipaggiamento e ovviamente della pistola in dotazione al pilota. L'arrivo della folla non consenti' ai due di completare l'impresa e dovettero darsi alla macchia con lo scarso bottino.

L'aereo abbattuto (Bf109 G-6 W.n.162505) apparteneva al Reparto Comando (Stab) del I gruppo inquadrato nel 53° Stormo Caccia “Asso di Picche” (Jagdgeschwader 53), decollato da Maniago (UD). Il suo pilota era l'Allievo Ufficiale, Cadetto (oberfähnrich) Günther Kruse: 21 anni compiuti due giorni prima, cresciuto nel villaggio di Nettelkamp (nella brughiera di Luneburgo tra Amburgo e Hannover), assegnato a Maniago da un mese, in forza al 53° stormo da appena 19 giorni, era alle sue prime sortite in combattimento.

Dai rapporti redatti dagli equipaggi della missione alleata, l'abbattimento e' attribuibile al S.Ten Thomas P. Prout JR del 27th Squadron, 1st Group USAAF, 15th Air Force, sul suo P-38 Lightning, che alle ore 11.20 del 29.3.1944 dichiara un "abbattimento di un Me109 nell'area Nord di Vicenza”.

Curiosita':

-L'organizzazione fascista maladense organizzo' la stampa e l'affissione delle epigrafi di cordoglio con il nome del pilota allievo ufficiale, annunciando l'allestimento della veglia con picchetto armato presso la Casa del Fascio, e la processione solenne per la consegna della salma al comando tedesco presso Villa Clementi. Il feretro veniva sepolto presso il cimitero militare tedesco di Vicenza. Nel 1956 le spoglie furono trasferite nel cimitero monumentale dei caduti tedeschi a Costermano (VR).

-Oltre a Günther, anche suo fratello era in armi e morto nella 2^ Guerra Mondiale. Il pastore della chiesa di Nettelkamp afferma che il loro papa' Karl, stimatissimo maestro della scuola del villaggio, era orgoglioso del servizio alla patria prestato dai propri unici due figli, nonostante per entrambi fosse costato il sacrificio della vita.

-Nel monumento ai caduti di Nettelkamp, l'anno di morte accanto al nome di Günther Kruse e' stranamente corretto da 1944 a 1945. L'errore e' stato recentemente segnalato alla pagina social del villaggio.

-Il pilota americano Thomas P Prout JR (matr. 32155100), classe 1917, cresciuto a Summit-Union nel New Jersey si congedava a guerra conclusa con il grado di Capitano e torno nel New Jersey.

-Alcuni ragazzini di Malo andarono anche il giorno seguente a curiosare nel luogo dell'impatto e qualcuno fra i rottami ammucchiati penso' di recuperare qualche souvenir; Aldo Costeniero conserva ancora un pezzo del copricanna di una delle due mitragliatrici centrali MG131.

-Per molto tempo dopo in localita' Chenderle, nella valletta che scende da Zucchéo, a seguito di scrosci d'acqua si percepiva l'intenso odore del carburante che si era infiltrato nel terreno.

Fonti: Libro Cronistorico della Parrocchia di Malo, bibliografia Giuseppe Versolato. JG53 di Jochen Prien, Ferdinando D'Amico.

Ringraziamenti: Parrocchia di Malo, Aldo Costeniero, Mario Sterle, Erik Schramm pastore della comunita' cristiana di Nettelkamp.

Inquadramento storico:

Erano giorni di estrema tensione quelli di fine Marzo 1944. Fiorivano massicci scioperi nelle fabbriche. L'inverno oramai superato lasciava il posto alle giornate primaverili e in tutta la provincia si stavano riorganizzando gruppi di “ribelli” che stringevano una fitta rete di contatti fra la zona pedemontana e l'Altipiano. Frequenti i rastrellamenti nazifascisti dagli effetti tragici. A Malo si era costituita la pattuglia di “Tar” che si distingueva in clamorose incursioni infliggendo perdite nei confronti dei nazifascisti (sembra di questo periodo l'eclatante sequestro di un illustre commissario politico ad opera di “Tar”, di giorno, in pieno centro storico, alla presenza di tedeschi e fascisti che assistettero impotenti). Il caccia della Luftwaffe precipitato davanti gli occhi della popolazione maladense avanti mezzogiorno e la fulminea sottrazione della pistola e degli stivali del pilota esanime con i calzoni mezzi sfilati costitui' una ulteriore ferita morale delle truppe germaniche di stanza a Malo.

Allegati:

-N.2 foto da Collezione Mario Sterle, rappresentano il luogo dell'impatto con ancora la buca fumante, scattate dalla strada di Zucchéo.

n.1 generica foto di caccia Bf109 appartenenti al 53° stormo Asso di Picche.

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