
Nato il 9 settembre 1922 a Canton, Ohio USA, figlio di Joseph Matthew ed Elfriede "Elsa" SCHMIDT, sposato con Dorothy Jane Cline, padre di William Patrick Jr, che aveva 11 mesi quando il padre morì. [2]
* Matricola O-714451, 1st Lieutenant del 525th Fighter Squadron, 86th Fighter Group del XXII Tactical Air Comand dell’USAAF. [3]
* Deceduto il 5 febbraio 1945, precipitando a cavallo del confine fra Trissino e Brogliano, in località Lora. Sepolto a Impruneta (FI) nel “Florence American Cemetery and Memorial”, Campo H, Riga 12, Tomba 4.
Effettuò un totale di 50 missioni di guerra e fu ferito in combattimento il 7 novembre 1944. Fu decorato con: la “Distinguished Flying Cross”, la “Silver Star”, la “Air Medal with 2 Oak Leaf Clusters” e la “Purple Heart”. [4]
• All’inizio di febbraio, la Pianura Padana si presentava ancora innevata, con piogge persistenti e basse nubi che rendevano difficoltose le operazioni aeree. Questa situazione meteorologica costrinse le forze alleate in Italia a pianificare le missioni impiegando i velivoli esclusivamente nelle aree interessate da situazioni metereologiche che consentivano in qualche modo l’attività di volo
Lunedì 5 febbraio, le operazioni strategiche condotte dalla “Mediterranean Allied Strategic Air Force” (MASAF) si concentrarono principalmente sugli obiettivi in Germania, impiegando i bombardieri con le basi in Puglia della “15th Air Force USAAF”. Al termine della giornata, venne segnalata la perdita di quattro caccia della scorta: tre P-38 “Lightning”, uno a Monaco di Baviera, uno caduto nell’Adriatico e il terzo in Italia, ma in zona sotto controllo alleato, mentre il quarto fu un velivolo del 57th Fighter Group [5], il North American P-51 “Mustang” del 2nd Lieutenant Bennett, l’unico di questi a precipitare in Italia, presso Susegana (TV). [6]
Anche le operazioni tattiche sul territorio italiano, affidate alla “Mediterranean Allied Tactical Air Force” (MATAF), risultarono fortemente condizionate dal maltempo. I velivoli della “Desert Air Force” (DAF) del Commonwealth furono infatti costretti a sospendere ogni attività, mentre solo i P‑47 “Thunderbolt” dello “XXII Tactical Air Command”, appartenenti ai 350th, 57th e 86th Fighter Groups, riuscirono ad effettuare alcune missioni di interdizione sulla pianura padana. A fine giornata, l’unica perdita registrata dai tre Groups fu di un solo P‑47 abbattuto, proprio quello pilotato dal 1st Lieutenant LEAHY. [7]
LEAHY faceva parte di una formazione di quattro P‑47 guidata dal 1st Lieutenant John P. BUTTEN che al rientro della missione, raccontò come andò la missione. I velivoli decollarono dall’aeroporto alleato di Pisa alle 7:30 del mattino, ma una volta raggiunta la pianura padana si trovarono di fronte a una fitta coltre di nubi a circa 500 piedi (150 metri) dal suolo. Nonostante ciò, BUTTEN riuscì a individuare un varco sopra una cittadina che riconobbe come Lonigo. Attraverso quella breccia scorse un veicolo fermo, che identificò come un autobus, e decise di attaccarlo. I P‑47 furono però immediatamente bersagliati dal fuoco contraereo da 20 mm, costringendoli a interrompere l’azione e a riguadagnare quota. A quel punto BUTTEN virò verso nord, seguito da LEAHY. [8]
Nel momento in cui invertirono la rotta per ritornare lungo la valle, i velivoli furono nuovamente investiti da un fuoco contraereo ancora più intenso. A quel punto BUTTEN ordinò a LEAHY di perdere quota e uscire dalla valle. Quando poi si voltò per verificare che LEAHY fosse ancora con lui, assistette a una violenta esplosione seguita da una densa colonna di fumo nero. Tornato sull’area, comprese che si trattava proprio dell’aereo di LEAHY.
Erano le 8:30, e secondo la testimonianza di BUTTEN l’impatto avvenne nei pressi di Montebello Vicentino. [9] È probabile che la concitazione dell’azione abbia tratto in inganno BUTTEN, perché la località da lui indicata risulta errata, perché il fatto avvenne tredici chilometri più a nord, a Trissino, come confermato nel telegramma inviato dal capo della provincia, Filippo Mirabelli, al Ministero dell’Interno della Repubblica Sociale Italiana: “Giorno 5 corrente Villagola [ndr – Vallorcola] comune di Trissino (Vicenza) veniva abbattuto artiglieria contraerea un apparecchio nemico. Nessun danno persone aut cose”. [10]
La località è confermata anche dall’arciprete di Castelgomberto, don Pietro Meda, che così annotò l’evento nella cronistoria parrocchiale: “Giorno 5 gennaio 1945 – Una batteria antiaerea, posta nei campi condotti da Peretto Antonio (Maculan), ha abbattuto un aereo nemico caduto poi nei pressi di Trissino”. [11]
A Trissino, ancora oggi, a più di settant’anni di distanza, il ricordo di quell’episodio è ancora vivo. Se ne trova traccia in alcune testimonianze scritte e, soprattutto, nei racconti diretti degli anziani che lo vissero in prima persona.
Ilario Dani, che all’epoca aveva dodici anni, si trovava sulla destra del torrente Agno nella stazione di Brogliano, in attesa del tram della tranvia Vicenza–Valdagno–Recoaro Terme, oggi non più esistente, che tutti, allora, chiamavano semplicemente “Treno”: “Ero in stazione a Brogliano aspettando il treno per portarmi a scuola a Valdagno. Mi sembra di ricordare che il treno fosse fermo poco prima della stazione. All'improvviso ho visto un aereo provenire su basso, basso, e sentivo anche la mitragliera che sparava da Castelgomberto. L’aereo sparò una raffica anche verso la stazione lasciando sul muro il segno dei proiettili. Appena sparato girò a sinistra verso il torrente con il motore ancora funzionante, tanto che tagliò i rami di un “salgaro”. Fatto circa un chilometro, andò giù in fiamme a circa duecentocinquanta metri al di là del torrente Agno, scoppiando al contatto con il suolo e creando una colonna di fumo.
C’era un altro aereo, anche quello improvvisamente si alzo e giro, però noi ragazzi non abbiamo visto dove andò, perché guardavamo dalla parte da dove si alzava il fumo dell’aereo appena caduto. C'erano ancora chiazze di neve, ma anche così sono arrivato di corsa sul posto, dove c’erano vari fuocherelli accesi perché la benzina era sparsa intorno. Le ali erano accanto al fosso che fa da confine tra Trissino e Brogliano, un po’ più verso Brogliano, mentre il motore e la carlinga si trovavano a circa cinquanta metri, ma dalla parte di Trissino, con gli ultimi pezzi a circa trenta metri dall’ultima casa della località Lora.
Il pilota era vicino al motore con un foro di pallottola alla testa. Ritornai lì anche quando tolsero le otto mitragliatrici, quattro per ala. Il motore era bello grosso, stellare con i pistoni tutti intorno che andavano a finire su un pistone unico
In una zona completamente diversa, alla sinistra del torrente Agno si trovava invece Francesco Cracco, allora diciasettenne. Francesco ci ha accompagnato in un campo situato tra la contrada Lora e il torrente Agno e confinante con il comune di Brogliano, proprio dove l’aereo si era schiantato e da lì comincio a raccontarci ciò che vide: “Ricordo bene quel giorno. Stavo portando il latte in latteria quando sentii il rumore del mitragliamento. Alzai lo sguardo e vidi l’aereo che, come spesso accadeva, stava mitragliando le auto e i camion tedeschi lungo la strada provinciale. Poco dopo, lo vidi precipitare proprio qui. Sono corso velocemente qui. Il pilota era stato sbalzato fuori dall’abitacolo e finì oltre quel fosso, nel campo più in là. Una gamba era rimasta impigliata su un ramo di un gelso che era piantato lì, accanto a quel fosso.
Non era l’unico aereo a mitragliare quel giorno. Si sentivano anche i colpi dei tedeschi che li mitragliavano, tanto è vero che il pilota caduto aveva un foro alla testa, forse di un proiettile. Il suo corpo fu poi trasportato al cimitero di Trissino. Non ricordo dove siano finiti i rottami dell’aereo. Io presi due o tre motorini vicino al relitto.”
Nel libro «3.000 piedi sopra il cielo» scritto da Riccardo Furiassi, c’è il racconto del signor Bruno Refosco, che all’epoca aveva cinque anni, residente in contrada Pozza di Brogliano, al confine con il comune di Trissino: “Dopo la caduta dell’aereo, mia sorella Maria mi caricò sulle spalle e andammo a vedere il teatro dell’impatto. Era un caccia monomotore, probabilmente americano. Lo guidava un uomo dalla pelle scura, che nell’impatto a terra del velivolo volò fuori dall’abitacolo perdendo di netto una gamba staccatagli da un “moraro” vicino. Sulla fronte aveva un buco, probabilmente causato da un proiettile. Poco distante si palesò un gruppo di fascisti venuti a visionare il luogo del disastro. … In terra c’erano 5 o 10 centimetri di neve. Ricordo che era un gruppetto di tre aerei risalenti a bassa quota la vallata. … Di là dell’Agno, mimetizzata dalle canne di granturco, una mitragliatrice contraerea sparò una raffica di colpi che centrò il terzo aereo.”
Una foto del luogo dell’impatto, ritrae il Sig. Refosco” mentre indica la “xoca de un moraro”, quel che rimane del gelso che staccò la gamba dello sfortunato pilota. [14]
La testimonianza dei fratelliGianni e Franco Ghirardini, decritta nel loro libro di ricordi «Il nostro giorno più lungo», aggiunge altri utili dettagli per ricostruire l’evento. Questi i passaggi più significativi del racconto: “La mattina del 5 febbraio 1945 assistemmo ad un avvenimento agghiacciante … Erano circa le 8,30 del mattino, c’era la neve e faceva molto freddo. Due aerei da caccia alleati P47D Thunderbolt, che stavano mitragliando ad ondate successive il treno che era bloccato nei pressi delle “Quattro strade”, tra Brogliano e Castelgomberto, venivano di tanto in tanto a girarsi all'altezza del colle di San Nicolò. I velivoli erano talmente bassi che vedevamo chiaramente le teste dei piloti. ... Durante queste evoluzioni, ... uno dei due aerei venne centrato in pieno dai proiettili della contraerea tedesca … mimetizzata sulla spianata erbosa davanti a Villa Da Schio, a Castelgomberto. L’aereo colpito ... andò a schiantarsi nelle vicinanze della Contrada Lora. ... il pilota neozelandese alla guida del P47D, colpito in fronte da un proiettile, fu trovato … all'interno della carlinga. ... Il neozelandese pilota dell’aereo venne intanto trasportato provvisoriamente nella cella mortuaria del comune di Trissino in attesa di essere trasferito e più tardi sepolto nel settore non cattolico del cimitero di Vicenza. ... il monoblocco del motore del P47D fu acquistato da un commerciante di Trissino, ... che fu incaricato dalla gendarmeria tedesca di trasportare i rottami in un campo di demolizione presso Montecchio Maggiore." [15]
È interessante osservare come la dinamica del combattimento descritta nel racconto e l’orario delle 8.30, coincida con l’ora e la testimonianza del comandante BUTTEN: due aerei che volano a bassa quota, ripetuti passaggi, allontanamento e ritorno sul veicolo da mitragliare, uno dei due caccia è colpito dalla contraerea e precipita. Sebbene si parli di un neozelandese, in realtà si tratta dell’americano LEAHY, che fu prima trasportato nel cimitero di Trissino, e poi a Vicenza, come confermato anche in un documento tedesco, che comunica l’avvenuta sepoltura del pilota LEAHY nel cimitero militare di Vicenza. [16] Si trattava del “Cimitero Acattolico” di via Fratelli Bandiera, dove durante la guerra furono sepolti numerosi aviatori alleati.
Al termine del conflitto, tutte le salme vennero esumate: quelle americane richieste dalle famiglie furono rimpatriate negli Stati Uniti, mentre le altre salme americane non richieste, trovarono una nuova sepoltura al “Florence American Cemetery and Memorial”. Tra questi anche LEAHY, che oggi riposa in quel luogo di memoria, accanto a tanti altri caduti americani del secondo conflitto mondiale.
.
NOTE AL TESTO
[1] – National Archives and Records Administration (NARA), 8601 Adelphi Road, College Park, USA: Documento “Missing Air Crew Report” (MACR) No.12132 – Contiene i rapporti, i documenti e la testimonianze sui fatti accaduti al pilota.
[2] – Sito: https://www.findagrave.com.
[3] – (MACR) Vedi nota [1].
[4] – Vedi nota [2].
[5] - Libro “Fifteenth Air Force against the Axis: Combat Missions over Europe during World War II”, Kevin A. Mahoney (ed. The Scarecrow Press Inc, UK 2013) - Pag. 324.
[6] – National Archives and Records Administration (NARA), 8601 Adelphi Road, College Park, USA. Documento “Meldung über den Abschuß eines US amerikanischen Flugzeuges, Abschuß Nr. – ME 2786” “Rapporto sull’abbattimento di un aereo statunitense, Abbattimento Nr. – ME 2786” – Modulo germanico che contiene il nome, i dati, la data e il luogo dell’abbattimento dell’aviatore americano.
[7] – Archivio del “Air Force Historical Research Agency” (AFHRA)”, sede nella “Maxwell Air Force Base”, in Montgomery, Alabama, USA:
Documento: “MATAF - Int/Opsum No. 664.” (Mediterranean Tactical Allied Air Force - Intelligence/Operations Summary No.664) – Elenco giornaliero delle operazioni effettuate il 5 febbraio 1945:
• Pag. 1 - “STATISTICAL SUMMARY: XXII Tactical Air Command: Lost 1” – Tabella che riassume le perdite della giornata, “RIEPILOGO STATISTICO: XXII Comando Aereo Tattico: Perso 1”.
• Pag. 1 – “NARRATIVE - Based on the target weather rendered Desert Air Force not operAtional throughout the period. XXII T.A.C.’s P-47 flew 271 sorties against Comunication Target.” – “Sulla base delle condizioni meteorologiche previste, la Desert Air Force risultò non operativa per l’intero periodo. I P-47 del XXII Tactical Air Command effettuarono 271 missioni contro obiettivi nelle vie di comunicazione”
• Pag. 4 - “LOSSES: 86th Fighter Group. 1 P-47, low flyng accident - plane crashed, pilot lost” – “PERDITE del 86th Fighter Group. 1 P-47, incidente a bassa quota - aereo precipitato, pilota disperso”.
[8- 9] – (MACR) Vedi nota [1] – Testimonianza del 1st Lieutenant John P. BUTTEN.
[10] – Archivio Centrale dello Stato, Roma. – Fondo: Ministero dell'interno, Gabinetto, Archivio generale, RSI, affari generali, Ufficio del telegrafo e della cifra, Busta 33, codice ID serie 1422. - Documento: Telegramma N. 2185 del 8 febbraio 1945.
[11] – Libro: “Tempo Di Guerra. Castelgomberto: Avvenimenti e Protagonisti del Secondo Conflitto Mondiale”, di S. Fortuna e G. Refosco, Odeonlibri Ismos, Magrè di Schio (VI) 2001, Pag. 97.
[12] – Intervista con il Sig. Ilario Dani, classe 1933, del luglio 2025.
[13] – Intervista con il Sig. Francesco Cracco, classe 1928, del marzo 2025.
[14] – Libro:"3.000 piedi sopra il cielo" di Riccardo Furiassi, Valdagno, 2009, Pag. 23 e 24.
[15] – Libro: “Il nostro giorno più lungo, sabato 28 aprile 1945”, di Gianni e Franco Ghirardini, Mediafactory edizioni, 2014, da Pag. 11 a Pag. 13.
[16] – Documento contenuto nel MACR di nota [1] - Si tratta della traduzione in inglese del documento tedesco: AV 2093/45 (Amerikaner Vorgaenge 2093/45): “Pilota americano LEAHY William P., data di morte 5 febbraio 1945, matricola O-714451, seppellito nel cimitero per soldati di Vicenza, riga IV, tomba 27 (Settore destinato ai membri delle forze nemiche).