13 aprile 1945 - Baltimore V nr. FW716 - Medicina

A partire dal marzo 1945, alcuni Squadrons del Commonwealth britannico, che fino ad allora avevano effettuato bombardamenti diurni, si dovettero occupare anche di incursioni notturne. Molti equipaggi fronteggiarono condizioni completamente diverse: da missioni effettuate di giorno in formazioni di sei – dodici velivoli a voli solitari nel cuore della notte in cerca di bersagli. E’ il caso, ad esempio, del 454° Sqn. RAAF il quale, nella notte tra il 13 e il 14 aprile, perdette due bombardieri e otto uomini di equipaggio: uno andò perso nel nord Italia mentre l’altro, il Baltimore V nr. FW716, fu colpito dalla flak all’altezza del Sillaro e precipitò in fiamme presso Fantuzza, nel territorio comunale di Medicina. Esiste la certezza dell’identità del velivolo poiché, il 26 aprile successivo, i resti furono ispezionati e riconosciuti dal cappellano Padre McKey e dall’Ufficiale Medico S/L Basedow. La ricerca delle salme fra la carcassa portò al rinvenimento dei resti di tre aviatori: si trattava del W/O Gordon Ross Adam, W/O Kenneth Brennan Nunn-Pattrick e F/O Philip Hardy Hemsley. Nessuna traccia invece del pilota F/O James William Alexander Duffy: a tal proposito vennero interrogati gli abitanti, ma nessuno seppe fornire informazioni. Il F/O Duffy sparì nel nulla, non si ebbero più sue notizie e il suo corpo non venne mai ritrovato: probabilmente si consumò completamente nel rogo dell’aereo.
I tre australiani furono sepolti al War Cemetery di Bologna, mentre il F/O Duffy viene ricordato nel Malta Memorial: tale monumento è costituito da una colonna sormontata da un’aquila dorata ed è situato nei pressi de La Valletta. Su di essa vengono ricordati circa 2300 aviatori delle Aeronautiche Militari del Commonwealth che persero la vita durante la Seconda Guerra Mondiale nel teatro mediterraneo e dei quali non si conosce il luogo di sepoltura.
Il sig. Golinelli Giulio Cesare, all’epoca poco più che bambino, fu un testimone degli avvenimenti narrati, in quanto abitante a poche centinaia di metri dal luogo dello schianto. I suoi ricordi concordano perfettamente con quanto riportato nei rapporti, compresa l’ispezione del 26 aprile, durante la quale fu interrogato anche suo padre. Conserva ancora con cura alcuni reperti dell’aereo raccolti nei giorni successivi: spicca tra gli altri una targhetta perfettamente leggibile della Glenn L. Martin di Baltimore, Maryland, azienda costruttrice del bombardiere.

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