6 marzo 1945 - Lt. Fred Whittaker – Spitfire IX Nr. MK477 – Tremignon, Piazzola sul Brenta (PD)

Nazionalità sudafricana. Lieutenant del No. 1 Squadron, S.A.A.F. (South Africa Air Force).

Catturato il 6 marzo 1945 a Curtarolo.

Spitfire Mk. IX, Serial Number MK447, precipitato a Piazzola sul Brenta in via Argine, località Tremignon.

Piazzola sul Brenta durante la seconda guerra mondiale era già da tempo una realtà importante dell’economia padovana, grazie agli investimenti della famiglia Camerini, che sul finire dell’ottocento volle attuare un innovativo progetto agricolo-industriale, con la costruzione di moderni impianti industriali, come due fornaci per laterizi, una fabbrica d'acido solforico, una di concimi chimici, un cementificio e uno iutificio, collegate a Padova con la ferrovia appositamente costruita, detta “Camerini”, e a Treviso con la ferrovia dello Stato “Ostiglia”. Il cuore economico di tutto questo era la grande villa di famiglia al centro del paese, che a partire da fine 1943, ospitava un importante comando germanico, difeso da alcune postazioni di artiglieria contraerea.

Il complesso di tutte le costruzioni industriali e della stessa enorme villa “Camerini”, divennero l’obiettivo di numerose incursioni degli aerei alleati, specialmente le due ferrovie e i due ponti stradale e ferroviario che passano il fiume Brenta all’altezza di Campo San Martino, tutte queste incursioni e gli eventuali danni in cose e persone, venivano comunicate dal Municipio di Piazzola al “Comitato provinciale di Protezione Antiaerea” di Padova. In quella del 6 maggio 1944 c’è qualcosa di nuovo: “Per debito d’ufficio comunico che oggi verso le ore 16:00, l’artiglieria contraerea del Presidio Militare Germanico ha abbattuto un aereo il quale è caduto in via Argine in frazione Tremignon, senza causare danni a persone e cose. Il pilota venne preso prigioniero in località Curtarolo, alla caduta col paracadute” (1).

Il signor Giorgio B., che all’epoca aveva cinque anni, così ricorda quel giorno: “L’aereo si piantò in verticale nel terreno di mio padre che allora era coltivato a vigna. Subito la gente corse attorno all’aereo per portare via la benzina con i mastelli di legno, perché la potevano vendere di nascosto a Padova, dove c’erano ancora dei signori con la macchina. Le ali erano sparse sul terreno e ognuno si portava via un pezzo. Il motore fu raccolto dalla famiglia Aguggiaro, che lavorava la terra dei Camerini, possidenti del luogo. Per farlo adoperarono i buoi e lo portarono nell’aia della loro fattoria, dove rimase per vent’anni anni fino a quando si divisero e lo vendettero”.

Questo è ciò che capitò all’aereo, mentre la sorte del pilota si può conoscere grazie alla testimonianza del partigiano Mario F., che con il suo gruppo partigiano aveva già salvato altri due piloti alleati: “Un terzo aviatore, otto giorni dopo, nuovamente colpito dalla contraerea si gettò col paracadute e cadde vicino alla distilleria Poli di Curtarolo, dove in quel momento vi era un presidio di tedeschi. Anche questa volta partimmo con l’intenzione di salvare anche questo, ma vanamente perché era già stato catturato dai tedeschi. Subito dopo la guerra, un alto ufficiale alleato saputa la storia degli aviatori venne da me a chiedere notizie di questo terzo aviatore, al che nulla potei dire. Seppi più tardi che questo aviatore venne spedito in Germania e non si seppe più nulla” (2). Anche il Prefetto di Padova annota l’avvenimento nel rapporto mensile che invia al Ministero dell’Interno: “6 Marzo 1945 – Curtarolo: Caduta di areoplano nemico – Il pilota è stato fatto prigioniero” (3).

Di questa vicenda c’è traccia nei documenti amministrativi, nella testimonianza del partigiano e nella memoria del testimone e probabilmente anche di qualche altro abitante di Tremignon, ma nulla si sa e si sapeva allora del pilota; solamente settantacinque anni dopo, grazie a Fabio Chinellato e Alessandro Cianchetta di Aerei Perduti Polesine è stato possibile identificare l’aviatore, esaminando la documentazione britannica sulle perdite registrate quel giorno nei celi del Veneto; questa è la sua storia, ricostruita esaminando il rapporto di missione (4).

Si tratta del sudafricano Lieutenant Fred Whittaker, che il pomeriggio del 6 marzo 1945, alle ore 15:30, era partito dall’aeroporto di Ravenna con altri quattro “Spitfire” per una missione di bombardamento in picchiata per interrompere la tratta ferroviaria fra Cittadella e Castelfranco Veneto.

Le cose non iniziarono bene perché già alla partenza uno dei quattro rimase a terra per problemi al motore, poi durante il volo, all’aereo del capo formazione si guastò l’impianto elettrico, che così non poté ne sganciare la bomba ne usare la radio per comunicare con gli altri due; anche il risultato del bombardamento non fu soddisfacente perché le bombe degli unici aerei che le potevano sganciare, mancarono il bersaglio, il tutto complicato dal fatto che un ben diretto fuoco di mitragliere da 40 mm accolse gli aerei in picchiata.

Alla fine dell’azione, Whittaker comunicò per radio all’unico che lo poteva sentire, il Lieutenant Tomlinson, che il motore girava in maniera irregolare e quindi aveva deciso di rientrare alla base; Tomlinson lo vide allontanarsi a qualche miglio da lui a circa 8000 piedi e così gli rispose che lo avrebbe raggiunto a nord est di Padova. Poco dopo Whittaker comunicò che il motore si era bloccato e perciò doveva lanciarsi col paracadute; Tomlinson era ancora lontano perciò non vide dov’era atterrato, complicato anche dalla presenza di foschia che copriva la vista del terreno; notò solamente un bagliore a 12 Km a nord di Padova che interpretò come il punto di caduta dell’aereo. Il rapporto continua augurandosi che Whittaker venisse aiutato dai partigiani perché in quella zona c’erano gruppi che aiutavano i piloti alleati, aggiunge poi che “Fred” era benvoluto da tutti i componenti dello Squadron.

Considerando quant’è scritto nella comunicazione del comune di Piazzola, l’aereo passò vicino al paese, dove fu fatto segno dal tiro della contraerea tedesca, per poi terminare il volo a Tremignon, mentre Whittaker atterrò col paracadute a circa un kilometro di distanza, appena al di là del fiume Brenta giusto in mano ai tedeschi, ospitati nella villa, ora sede della ditta Seko.

Da quel giorno i colleghi non ebbero più notizie di “Fred”, nemmeno sapevano che era stato catturato, tanto che fu dichiarato disperso; due mesi dopo, il 23 maggio arrivò la bella notizia che tutti aspettavano: “Fred” è vivo, infatti quel giorno il Lt. Jack Ross riceve una lettera dalla Union nella quale si scrive che i genitori di Whittaker hanno ricevuto da lui un cablogramma spedito da Brighton, in Inghilterra. Tutti i colleghi furono lieti della notizia, la prima che ricevevano da quando era stato dichiarato disperso il 6 marzo. (5)

Di quell’aereo, rimangono alcuni pezzi emersi durante le lavorazioni agricole, fra i quali spicca il tubo di “Pitot”; il modello e i marchi incisi “REP. N_6A/730, MK VIII C 12V, N° 6476” identificano l’aereo in maniera inequivocabile come uno “Spitfire”.

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NOTE AL TESTO

(1) Archivio di Stato di Padova - fondo Prefettura.

(2) “Curtarolo, storia di un comune padovano dall’unità d’Italia ai giorni nostri”, di Renato Martinello, 1990, pagina 86

(3) Archivio di Stato di Padova - fondo Prefettura..

(4) The National Archives, Kew, Richmond, Surrey, UK. - AIR 27/13 - Sqn:1 SAAF (South African Air force), Summary of Events, Appendices Y.

(5) The National Archives, Kew, Richmond, Surrey, UK - Ibidem.

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